VENEZIA

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PALAZZO DUCALE

giovedì 28 febbraio 2008

PAELLA INTEGRALE CON BROCCOLI


Da una ricetta de La cucina italiana
PAELLA INTEGRALE CON BROCCOLETTI
broccoletti g 500 - riso integrale g 250 (ho sostituito con 3 cereali)- una cipolla - pecorino fresco (io ho usato provola affumicata e grana )- olio d'oliva - sale , pepe
In una padella (o nella paellera) , soffriggete in un filo d'olio la cipolla tagliata a velo e insaporitevi i broccoletti mondati, ridotti a tocchetti; aggiungete un litro di acqua, il riso, un pizzico di sale e lasciate stufare, lentamente, quasi senza mescolare, finché il riso, avrà assorbito tutto il liquido; allora mantecatelo con un filo d'olio crudo, abbondante pecorino grattugiato, completate con una macinata di pepe e servite.

mercoledì 27 febbraio 2008

PASTICCIO DI VERZA



PASTICCIO DI VERZA ++MICHELA++
Le foglie esterne della verza..tranne proprio le prime 2-3 coriacee-le lesso dopo averle incise togliendo il torsolo duro in acqua salata per circa 5-6'.
Le metto su un canovaccio pulito ad asciugare.
E procedo così con tutta la verza- tranne il cuore che uso per gli spaghetti con la verza-
Poi preparo una besciamella liquida non densa anzi molto liquida,
oggi ho pesato tutto per dare un'indicazione un po' piu' precisa.
1 l di latte, 50 gr farina, 1 noce di burro, sale, noce moscata.
Per farla così liquida procedo al contrario, cioè metto prima la farina poi la stempero con il latte a filo metto la noce di burro e faccio addensare sul fuoco.
Salo, ed a fuoco spento noce moscata.
Faccio rosolare la salsiccia sempre senza grassi.
Poi procedo facendo su una teglia da lasagne primo strato di besciamella, secondo strato foglie di verza ben stese fredde-altrimenti vi ustionate- uno strato lo faccio con listarelle di formaggio asiago o emmental o quello che ho in casa--io preferisco asiago di gran lunga -- poi ancora verza, besciamella, salsiccia, verza besciamella, formaggio, verza, besciamella, salsiccia per finire e sopra una bella spolverata di grana.
In forno a 180° per 20-25'.
Note:
La besciamella ci vuole proprio così liquida altrimenti il piatto perde in leggerezza.
Inoltre, così, ci guadagna se riscaldato, nel caso ne avanzasse...a me non succede mai..nemmeno quando faccio una bella teglia grande

martedì 26 febbraio 2008

ZUPPA DI CAVOLO CINESE



ZUPPA DI CAVOLO CINESE ++MICHELA+

Ingredienti:
1 cipolla
1 costa di sedano
1 carota
1 patata piccola
600 gr circa di cavolo cinese
brodo vegetale qb fatto con acqua sale, 1 cipolla, 1 costa di sedano, 1 carota 1 patata.
olio extravergine di oliva
pepe se piace o peperoncino

Preparazione:
Innanzitutto mi preparo il brodo facendo sobbollire a fuoco bassissimo l'acqua con le verdure messe a freddo ed il sale a bollore per almeno 1 oretta.
A parte in un velo di olio soffriggo molto leggermente la cipolla, la carota a dadini, il sedano a dadini ed il cavolo a listarelle.
Copro con il brodo e porto a cottura.
Frullo con il minipimer.
E gusto così con il pane.




LIEVITO MADRE :QUESTO SCONOSCIUTO

Pubblico qui integralmente, su autorizzazione di Maria Pia Trubiani
la prima parte della sua dispensa sul lievito madre.

IL LIEVITO NATURALE
Per cominciare a parlare di lievito naturale, vorrei partire da quanto scritto nel 2005 dalla nostra carissima e indimenticabile Alda: «fino alla metà dell'800 il lievito di birra non era conosciuto, si usava il lievito naturale (lievito madre, bimbo, come preferisci) nelle panetterie, ma anche a casa ».
La cosa mi pare di importanza rilevante perché l’attività del panificare in casa, così normale fino agli anni ’40, è vista oggi come qualcosa di difficile, che prende tempo e che richiede un’abilità particolare. Eppure non è così: panificare significa perpetuare quello che facevano le nostre nonne abitualmente in tempo di guerra, e che le loro mamme facevano prima di loro. È un modo di sentirsi parte della propria storia familiare, ma anche di quella sociale del Paese in cui viviamo. E – come rileva Alda – fino alla metà dell’800 si panificava con lievito naturale.
In America lo chiamano Crazy Horse per la sua capricciosità (noi lo chiamiamo spesso Bimbo, riferendoci alle cure che esige e anche ai suoi capricci), ma anche Friendship Bread Starter, lievito per pane dell’amicizia, perché il classico modo di trasmetterlo è darne un pezzettino ai propri amici. È quello che sta succedendo oggi 7 luglio 2007 al raduno di Nervi: la nostra Andreina ci ha portato un po’ di lievito madre, che ha a sua volta ricevuto dalle mitiche Sorelle Simili.
I vantaggi della panificazione con lievito madre sono stati molto ben descritti da un ex utente di C.I., Paolo Gorini: « Chiamato anche "lievito a pasta acida" non è altro che un impasto di acqua e farina lasciato all’aria per un tempo più o meno lungo. In questo tempo, si avviano nell’impasto una serie di fermentazioni dovute allo sviluppo di microrganismi naturalmente "presenti nell’aria", primi fra tutti i lieviti. L’impasto si trasforma così in una coltura di lieviti selvaggi, che , se aggiunta ad un nuovo impasto ne innesca la lievitazione. La preparazione con lievito naturale risulta più lenta e laboriosa di quella effettuata utilizzando panetti di lievito di birra, ma questo processo comporta dei vantaggi dal punto di vista nutrizionale. Negli strati periferici dei cereali, parti che vengono conservate durante la macinazione della farina integrale, è presente in quantità apprezzabile un acido detto ACIDO FITICO o ACIDO INOSITOL - ESAFOSFORICO. Attraverso ricerche di laboratorio si è constatato come quest’acido impedisse l'assorbimento di minerali quali ferro, calcio e magnesio. Infatti, combinandosi con tali metalli, l'acido fìtico dà origine ai relativi sali, chiamati FITATI (fitato di ferro, fitato di calcio e fitato dí magnesio). Essendo questi sali insolubili, è impedito l'assorbimento e la relativa assimilazione da parte dell'organismo. Essendo questi metalli tanto importanti per l'organismo, l'abituale consumatore di prodotti integrali andrebbe incontro ad un rischio concreto di anemia e decalcificazione.
Il ragionamento è di per Se’ corretto, ma solo se lo si considera da un punto di vista strettamente chimico studiato in laboratorio. Durante l'atto della panificazione succede qualcosa di completamente diverso rispetto alla reazione di laboratorio. È stata dimostrata la presenza di un particolare enzima detto FITTASI negli involucri esterni del chicco di frumento. Esso ha la proprietà, durante la fase di impasto e di lievitazione, di scomporre l'acido fitico nei suoi costituenti, neutralizzandone, in tal modo, l'azione sequestrante nei confronti di calcio, ferro e magnesio. A questo punto, però, occorre sottolineare un aspetto fondamentale: la fítasi, per esplicare la propria azione benefica (cioè per neutralizzare l'azione dell'acido fitico), ha bisogno dei realizzarsi di due condizioni:
- di un ambiente opportunamente acido, - di un tempo piuttosto lungo (alcune ore)
Ebbene, queste due condizioni nella panificazione tradizionale sono entrambe soddisfatte. Infatti questo fenomeno lievitativo, impiegando all'incirca un giorno per portare a termine il proprio sviluppo, dà tempo alla fìtasi di rendere solubili i metalli attraverso la formazione di innocui sali come il fitato di sodio, il fitato di calcio ed il fitato di magnesio. Nella panificazione eseguita con lievito di birra o con lievito secco, invece, la lievitazione è assai rapida, per cui non si sviluppa un ambiente opportunamente acido né si dà alla fítasi il tempo materiale per poter agire. Ecco, dunque, perché la condizione migliore, per ottenere un buon pane, si realizza abbracciando la scelta della fermentazione naturale la quale, oltretutto, presenta degli altri aspetti estremamente vantaggiosi. L’impasto lievitato, prima della cottura, è un insieme estremamente ricco di cariche vitali (cioè di funghi microscopici ed in particolare di saccaromiceti) ed enzimatiche. In seguito alla cottura tale popolazione microbica ed enzimatica viene in gran parte distrutta per effetto del calore. Rimane ancora attiva solo la parte di fermenti saccaromiceti che si trova nella parte centrale del pane, cioè all'interno di quel nucleo che, in gergo, è chiamato "cuore" o "pulcino". Una volta estratto dal forno il pane, i saccaromiceti presenti nel "pulcino" cominciano a moltiplicarsi, tornando, in tal modo, a ripopolare l'interno del pane ed arricchendolo di vitamine, amínoacidi e di tutti quei composti che conferiranno via via al pane la caratteristica fragranza. Ecco perché questo tipo di pane si conserva bene e a lungo ed ecco perché andrebbe consumato almeno dopo un giorno dalla sua sfomatura, appunto per dar tempo ai saccaromiceti di ripopolarlo e ritrasformarlo in un cibo veramente "vivo". Ma a tutto ciò si aggiunge un ulteriore importante motivo. Tra i saccaromiceti esiste un tipo in particolare - il Saccaromyces Elypsoideus - che ha la proprietà di produrre un fattore antimicrobico ed acido lattico. Entrambi servono a combattere e a contenere diversi germi patogeni (ad esempio le salmonelle) che si potrebbero sviluppare in modo abnorme nel nostro apparato intestinale. Non a caso, un aumento notevole della salmonellosi, a partire dagli anni '50, è coinciso con la massiccia sostituzione dei pane integrale a lievitazione naturale con il pane bianco. »
Come si prepara il lievito madre? I metodi sono diversi ed ognuno presenta i suoi vantaggi. Il più semplice però è quello che io chiamo "Metodo Simili" perché è descritto nel loro libro "Pane e roba dolce", anche se in realtà è il metodo più antico e conosciuto.
È importante preparare il lievito madre dopo che si è preparato un pane con il lievito di birra, in modo da catturare spore di lievito rimaste nell’aria. Sarebbe ancora meglio, dopo avere impastato il pane con lievito di birra, pulire la ciotola con un panno asciutto o con carta da cucina senza lavarla, e impastare lì il nostro lievito naturale.
Si impastano 200 g di farina bianca con un cucchiaio di miele grezzo e 90 ml di acqua; si lascia fermentare questa pastella 48 ore in una ciotola coperta da un piatto. Passato questo tempo si butta la metà dell'impasto, l'altra metà si impasta con 100 g di farina e 45 ml d'acqua. Quest'operazione si chiama rinfresco, e va ripetuta ogni giorno, sempre buttando metà impasto, per una settimana circa (ma il mio ci ha messo 20 giorni a maturare). A questo punto il lievito madre è pronto, e può essere conservato in un barattolo chiuso in frigorifero, procedendo ad un rinfresco ogni 5 giorni circa; con la metà che si scarta si può fare il pane.
Altre persone hanno descritto altri metodi (lievito da yogurt, da frutta, da uva passa, etc.) e tutti vanno benissimo, purché alla fine ci troviamo con lui: un panetto di pasta sodo, che profuma di pasta di pane e con un leggero sentore di acido. L’acidità è normale in un lievito madre, in quanto durante la fase di "gestazione" del bimbo, si sviluppano e vengono selezionati non solo i lieviti di birra selvaggi (cioè diversi da quelli selezionati industrialmente, il saccharomices cerevisiae e il saccharomices carlsbergensis) presenti naturalmente nella farina, ma anche i lattobacilli, che svolgono un’azione utilissima per il nostro organismo, come abbiamo letto dall’intervento di Paolo.
Una volta che ci troviamo ad avere il nostro bel lievito madre, dobbiamo ricordarci che è un "organismo" vivo, e come tale si comporta diversamente a seconda del metodo di conservazione, dell'umidità, della temperatura. Può essere arzillo e gonfiarsi fino a strabordare dal vasetto in cui lo chiudiamo per tenerlo in frigo, ma può anche essere "stanco" e fare fatica ad alzarsi. Con il caldo inacidisce più in fretta e ha bisogno di rinfreschi più frequenti, con il freddo lievita più lentamente e ritarda quindi la lievitazione del nostro pane. Personalmente, una volta al mese aggiungo al rinfresco un cucchiaio di miele millefiori, a mo’ di cura ricostituente. Periodicamente poi, gli faccio un "bagnetto" come descritto nel sito www.gennarino.org: lo immergo in abbondantissima acqua tiepida a 38 °C (non di più, diversamente i lieviti muoiono!) in cui ho sciolto una punta di coltello di zucchero, e ce lo lascio una mezz’oretta. Trascorso questo tempo lo strizzo per bene e lo rinfresco con pari peso di farina e poco meno di metà peso di acqua.
Proprio perché è un organismo vivo, il lievito madre va nutrito e accudito, per mantenerlo in buona salute: a questo serve il rinfresco. Lieviti e lattobacilli infatti si nutrono degli amidi contenuti nella farina e rilasciano come residuo del loro metabolismo alcool e anidride carbonica. L’anidride carbonica è quella che dà luogo alla lievitazione, creando quella bella alveolatura che rende il nostro pane tanto soffice. L’alcol invece evapora durante la cottura.
Il rinfresco è quindi essenziale per mantenere in buono stato il nostro lievito e ritrovarlo arzillo e vivace quando dobbiamo far fermentare il nostro impasto per ottenere infine il pane.
Il rinfresco può essere fatto con proporzioni variabili di farina e acqua, a seconda della ricetta che si deve realizzare. La regola base prevede di pesare il nostro panetto e di usare pari peso di farina e metà peso di acqua, ma se si vuole far durare il rinfresco più a lungo si possono variare queste proporzioni. Le Simili ad esempio rinfrescano con 2/3 del peso di farina e 1/3 del peso di acqua. Per ottenere un lievito particolarmente robusto che sostenga impasti ricchi come quello del panettone, si fanno addirittura più rinfreschi usando il doppio del peso di farina e pari peso di acqua.
Per quanto riguarda il tipo di farina, secondo me (ma è un’opinione personale) la migliore è quella tipo 0, perché contiene più proteine (ed è quindi più nutriente) della 00, ma meno della manitoba (che costa cara). Ovviamente anche una farina 00 o una maitoba vanno benissimo per rinfrescare il lievito naturale, anzi per brioches, panettoni & c. la manitoba è proprio la farina più indicata per il rinfresco del nostro lievito madre.
Una volta fatto il rinfresco, rimettiamo la metà da conservare in un vasetto pulito a chiusura ermetica e… che cosa facciamo: lo mettiamo subito in frigo? Lo lasciamo lievitare 3-4 ore prima di metterlo in frigo? Lo mettiamo a bagno? Lo avvolgiamo in un panno? Esistono diverse scuole di pensiero al riguardo. Personalmente, metto il vasetto subito in frigo: in questo modo riesco a rinfrescare ogni 5-6 giorni. Facendolo rilievitare prima di riporlo in frigo gli diamo modo di riprendersi subito, è vero; accorciamo però i tempi che intercorrono tra un rinfresco e l’altro. So che i panettieri conservano il loro lievito madre in grandi ciotole piene di acqua fredda, riposte in frigorifero; sul sito di Gennarino si parla di avvolgere il lievito in un panno robusto e di metterlo in frigo. Queste ultime due modalità di conservazione richiedono, prima del successivo utilizzo, la ripulitura del bimbo dalle croste che si sono formate in superficie. Direi che ognuno può trovare il metodo di conservazione che è più consono alle sue abitudini e… alle dimensioni del suo frigo!
E se non dobbiamo panificare subito e ci dispiace veramente tanto buttare via lo scarto del rinfresco? Ho trovato fra i miei tanti appunti questa interessante nota, di un’utente di C.I.: «Per utilizzare il lievito madre di scarto del rinfresco, quello che non ci sentiamo di buttare (dopo tanta fatica come si fa a buttare quel ben di Dio!), Valeria Simili ad un corso che ho fatto a Roma in ottobre suggeriva di conservarlo in frigo in un barattolo diverso dal quello del lm rinfrescato, e quando si raggiunge la quantità giusta si fa un grande rinfresco come sempre, che però in realtà diventa l'impasto: si da la forma, si lascia lievitare al solito e si cuoce (diciamo 400 g di lm + 400 g di farina di forza + 200 g acqua, niente sale, per un filone da 1 kg circa). Lei diceva che viene un pane tipo toscano niente male. Si utilizzerebbe così in una volta lo scarto di più rinfreschi! (Irene Panizzi, Roma) »
Ma quando usare il nostro lievito madre? Il lievito madre va usato quando è al massimo della sua forza e cioè quando, bello gonfio, sta per sgonfiarsi o ha appena iniziato a sgonfiarsi. Questa fase viene raggiunta dopo 4-5 gg (se si tiene il vasetto in frigo), ma anche prima: dipende da quanto è arzillo. A questo punto se ne può usare metà per panificare e l'altra metà la si rinfresca.Se invece ha già passato questa fase e si è decisamente afflosciato, è necessario rinfrescarlo al più presto e a quel punto se ne può mettere metà nel vasetto in frigo e l'altra metà la si può usare per panificare. Prima di usarla però bisogna farla rilievitare a temperatura ambiente per 3-4 ore.Se infine non ha ancora raggiunto la fase di maggior forza, bisogna aspettare che la raggiunga: rinfrescare a questo punto servirebbe solo a ritardare questa fase.
Qual’è la quantità corretta di lievito madre da utilizzare per la panificazione? Ancora una volta do la parola ad Alda: «Non credo che le nostre antenate, nelle campagne, pesassero il lievito madre con la bilancia di precisione, o usassero tabelle di equivalenze.Questo per dire che la quantità di lievito naturale da utilizzare invece del lievito di birra non è un dato fisso, ma dipende dalla forza del tuo lievito, dalle condizioni di calore e umidità disponibili per la fase di lievitazione, dal tipo di farina ... insomma, quel che vale per uno vale per l'altro.Personalmente, per un chilo di farina (bianca o integrale) uso lo scarto del rinfresco, 150 g; ma mi è capitato di usarne solo 80 g e il pane è riuscito esattamente come con 150 g. Utilizzo lo scarto del rinfresco per fare le brioche (e in questo caso, la farina è mezzo chilo, ma ci sono uova e burro) e viene un impasto perfetto. Insomma, devi fare qualche prova, per vedere quale quantità ti conviene.»
Fermo restando quanto ha detto Alda, le Simili sul loro libro e al corso che ho frequentato a novembre 2004 ci hanno dato queste indicazioni per la conversione: 350 g lievito madre per 500 g di farina, e riadattare le quantità degli altri ingredienti come se si impastassero 750 g di farina.Perché 750 grammi? Perché le Simili tengono conto anche della farina e dell'acqua contenute nel l.m. e partono dal presupposto che il l.m. sia rinfrescato con 2/3 del suo peso in farina e 1/3 in acqua. Quindi 350 g di l.m. contengono 233 g di farina e 116 g di acqua; nel convertire una ricetta con lievito di birra in una con lievito madre bisogna quindi riaggiustare le dosi di sale, malto e grassi tenendo conto dell'aggiunta di farina data dal lievito madre. Le Simili nel loro libro (pag. 140-141) danno anche le dosi di alcune loro ricette convertite con lievito madre:
Grissini - 350 g l.m., 500 g farina, 280-300 ml acqua (perché i grissini sono più morbidi), 12 g sale, 75 g olio.
Ciabatta - I impasto: 350 g lm, 500 g farina, 250 ml acqua. II impasto: 35 g farina, 120 ml acqua, 8 g malto, 18 g sale.
Biove (o torinese) - 350 g lm, 500 g farina, 300-350 ml acqua, 30 g strutto, 15 g malto, 12 g sale.
Detto questo, io mi sono trovata bene utilizzando 150 g di lm per 500 g farina (è una proporzione che si adatta alla temperatura di casa mia e ai miei tempi) ma, come dice Alda, bisogna sperimentare per trovare la proporzione che ci dà i risultati più soddisfacenti. L'importante è tenere conto della quantità di farina e acqua contenute nel l.m. per riadattare le dosi degli altri ingredienti.
Infine, come assicurare la conservazione del nostro lievito madre quando andiamo in vacanza? Ci aiuta Rosanna Sora, il cui sistema è stato sperimentato con successo da altre provette panificatrici del forum, come ad esempio Maria Pia Trubiani: «ho trovato anche questo sistema, fonte Iginio Massari ("CRESCI" ed Pavoni Edizioni). 1) mettere in planetaria lievito madre con stesso peso di farina e mescolare in prima velocità fino ad ottenere una polvere omogenea2) stendere la polvere su un piano e farla asciugare completamente3) conservare la polvere in frigorifero, in un sacchetto di plastica a 6-7 gradi4) qualora servisse di nuovo mescolare la polvere con acqua e procedere alle operazioni di rinfresco fino ad ottenere un lievito maturo.»
Un metodo alternativo è quello di congelare lo scarto del rinfresco di un lievito madre particolarmente arzillo. Quando lo si vuole riutilizzare bisogna passarlo in frigo per 24 ore, poi tenerlo a temperatura ambiente per altre 24 ore e infine procedere a rinfreschi successivi (come quando era "in gestazione"), fino a ottenere di nuovo un lievito maturo.
Prima di trascrivere qualche ricetta, vorrei darvi una dritta che mi ha insegnato un panettiere, per valutare se l’impasto (ma anche il lievito madre) è lievitato al punto giusto ed è pronto per le successive fasi di lavorazione: basta affondare un dito nell'impasto per un paio di cm circa: se la fossetta rimane tale e quale l'impasto è pronto per le successive lavorazioni o per il forno; se "sale su" bisogna aspettare ancora un po’ (quanto, dipende dalla velocità in cui l’impasto tende a "sanarsi": più è veloce, più tempo bisogna aspettare); se l'impasto si sgonfia, è passato di lievitazione.
Passato di lievitazione significa che i lieviti hanno "mangiato" tutte le sostanze nutrienti contenute nella farina. Con tempi di lievitazione normale infatti, i lieviti si nutrono rilasciando come residui del loro metabolismo anidride carbonica e alcol. Il secondo impasto serve a rompere le sacche di anidride carbonica, fornendo così altro ossigeno e dando nuovo impulso alla riproduzione dei lieviti e quindi alla lievitazione.
Se però la lievitazione dura troppo a lungo, i lieviti "mangiano" tutto e l'assenza prolungata di ossigeno fa inacidire l'impasto.
A questo punto l'unica cosa da fare è "riprenderlo" aggiungendo altra farina (minimo il 10% del peso dell'impasto, ma anche di più) e metà acqua rispetto al peso della farina. Si impasta tutto e lo si mette a lievitare di nuovo, sorvegliandolo questa volta molto attentamente perché non passi di lievitazione di nuovo ("prova dito" descritta sopra).

lunedì 25 febbraio 2008

POLPETTONE DI CARNE




POLPETTONE ++MICHELA++
Ingredienti:
500 gr polpa di vitello
300 gr polpa di pollo e tacchino
100 gr ricotta
80 gr prosciutto cotto tritato
2 tuorli
2 fette di pancarrè -io ho usato il mio che avevo fatto- bagnate in latte caldo e strizzate
2 belle cucchiaiate di grana
pochi semini di cardamono
noce moscata
sale
pepe
qualche foglia di cavolo cinese sbollentata
circa 1 etto di pancetta stesa
Preparazione
Amalgamare bene la carne, il prosciutto, il pane strizzato bene, i tuorli, il grana, le spezie, sale e pepe.
Mettere su un foglio di carta forno e formare il polpettone aiutandosi con la carta.
Avvolgere il polpettone così formato su foglie di cavolo cinese sbollentato in acqua bollente per 2', giusto il tempo di ammorbidirlo.
Avvolgere il tutto su fette di pancetta stesa tagliata non troppo sottile.
Arrotolare con aiuto di carta forno.
Legare il tutto strettamente.
Cucinare senza olio senza grassi in forno a 180° per circa 1 ora.
L'ho fatto freddare e poi l'ho tagliato a fette.
Nel frattempo come per rollè avevo preparato patate già a spicchi sbollentate in acqua bollente e le ho cotte in forno per 30' circa con aglio e rosmarino sale.
Poi ho unito il polpettone a fette ed ho scaldato prima di servire

CONTORNI PER PRANZO



Ho preparato i carciofi della mamma, la ricetta l'ho già messa qui nel blog...ed il radicchio.

Il radicchio l'ho tagliato come per grigliarlo e l'ho cotto su poco olio rovente, scottandolo qualche min per farlo appassire.

Fuori dal fuoco ho aggiunto aceto balsamico.

Sale e pepe a piacere dei commensali

Niente foto...spiacente.

CRESPELLE AL RADICCHIO


CRESPELLE AL RADICCHIO


Per le crespelle in genere uso queste dosi, per quest'occasione ho usato 8 uova.

CRESPELLE IMPASTO BASE
250 gr latte
125 gr farina bianca
2 uova
sale, pepe
burro
1 cucchiaino di olio extra vergine di oliva
ne vengono circa 10-12 in padellino cm 18 di diam
Miscelare molto bene le uova sale latte farina.
Stemperare prima la farina nel latte e battere a parte le uova sale e pepe, unire i due composto miscelare bene, io unisco anche un filo di olio, circa un cucchiaino..
Far riposare almeno 15' prima di friggere le crespelle nel burro.
Per il ripieno, in un filo di olio ho fatto andare un soffritto di 1 cipolla ed 1 carota, quando è ben appassito, eventualmente mi aiuto con acqua durante cottura, aggiungo il radicchio tagliato a listarelle come per insalata e porto a cottura.

Salare, pepare.

Poi prendo il tutto e frullo con minipimer.

A parte, non con minimiper, ho aggiunto 250 gr di ricotta magra.

Con questo ripieno ho farcito le crespelle, le ho spalmate per metà, piegate in due e poi di nuovo in due.

Al momento di servire le passo in forno per 10' cosparse di grana abbondante e qualche fiocchetto di burro.

ROLLE' DI VITELLO






ROLLE' DI VITELLO++MICHELA++
Io ho usato la pancia..non è il massimo lo so...
Comunque l'ho stesa su carta forno ben battuta,sempre coperta da carta forno con batticarne, salata e pepata,ho messo il misto spezie per barbecue.
Ci ho messo sopra 3 crespelle che avevo tenuto da quelle preparate per il primo, ci ho posato sopra 4 peperoni, 2 gialli e 2 rossi, arrostiti sulla griglia e pelati e, privati di pellicina e semini, fatti a falde.
Arrotolato il tutto aiutandomi con carta forno.
Legata strettamente.
Poi cotta inforno con un velo di olio, 1 spicchio di aglio, 1 rametto di rosmarino, qualche foglia di salvia e di alloro.
Poi ho aggiunto circa mezzo bicchiere di vino bianco.
Cotto a 180° per circa 60'.
Con contorno di patate al forno che ho prima sbollentato in acqua bollente per 5 ' poi finito in forno nell'ultima mezz'ora.



BASTONCINI DI SFOGLIA E SEMI DI PAPAVERO

Con la sfoglia avanzata degli stuzzichini con renetta e speck, ho fatto semplicemente dei lunghi bastoncini, metà li ho pennellati di acqua e passati nei semi di papaveri, li ho attorcigliati e li ho messi in forno a 200° per 10'.

Non so come erano se li son mangiati tutti prima che li potessi assaggiare. Deduco buoni

SFOGLIETTE DI RENETTA E SPECK


Queste sono delizione semplicemente.
Da una ricetta de La cucina italiana
Prendere una pasta sfoglia pronta, stenderla un po', pennellarla con acqua, coprirla con abbondante formaggio grana grattugiato, poi piegarla in 3 e stenderla nuovamente.
Ritagliare dei dischetti con un coppapasta, pennellarli di acqua, preparare un fagottino con 1 fettina di renetta avvolta in una fettina di speck, schiacciarla sui dischetti.
Cuocere in forno a 200° per circa 10'.
Squisite.
Con gli avanzi ho preparato i bastoncini di sfoglia.

STUZZICHINI DOLCI E SALATI


STUZZICHINI DOLCI E SALATI
dose per 4 persone)
mortadella in una fetta sola g 150 - provola affumicata g 150 - 2 pere - un grappolo d'uva nera - un limone - ravanelli e insalatina per guarnire


Conto calorie: kcal 284 (KJ 1188) a porzione
Tagliate a dadotti regolari sia la mortadella, privata della pelle, sia la provola, alla quale avrete tolto la crosta. Sgranate, lavate e asciugate l'uva. Sbucciate le pere, quindi privatele del torsolo e tagliatele a dadi, che irrorerete con succo di limone per evitare che diventino scuri. Suddividete quanto preparato fra 8 spiedini di legno, alternando gusti e colori degli ingredienti. Servite gli stuzzichini così preparati su un letto di insalatina, guarnendo il piatto anche con alcune rondelle di ravanello


Li ho presentati senza insalatina e ravanello, erano gustosissimi.

FAGOTTINI DI PROSCIUTTO E FORMAGGIO



Come si vede questa era l'altra mezzaluna che incorniciava il centrotavola




Una sciocchezza scenografica...copiata da una rivista che ho in casa, Subito pronto


Ho preso una sottiletta- senza grassi idrogenati, conservanti, coloranti, ci ho messo sopra una fettina di prosciutto cotto, ho avvolto in 3 a fagottino ( si potevano fare anche piu' piccoli volendo ma mi pareva una misura giusta così) e li ho girati, ci ho messo una listarella di peperone in agrodolce sgocciolati ed asciugati, si potevano usare gialli e rossi ma io avevo solo quelli rossi ed ho chiuso a fagottino con un filo di erba cipollina scottata in acqua bollente per 1'.


OLIVE PANATE IN FORNO DI NADIA



Ringrazio Nadia Ambrogio perchè è una ricetta veramente eccezionale.
Le ho servite su di un piatto a mezzaluna che assieme ad un'altra mezzaluna come si intravede, incorniciavano e chiudevano il centrotavola


OLIVE PANATE IN FORNO NADIA
18/20 olive verdi snocciolate
50 gr farina
30 gr parmigiano
30 gr burro

Impastare la farina con il burro morbido ed il parmigiano, fare riposare in frigorifero.
Prendere dal composto una piccola quantità per volta, appiattirla con le dita e avvolgerla intorno ad una oliva, rotolando, poi, il tutto nel palmo della mano per rivestire bene l’oliva. Quando saranno tutte pronte disporle in una teglia coperta da carta forno e infornare a 170° per circa 10’

PRANZO CON GLI AMICI

Un particolare dei calici.

particolare del posto
particolare del centro tavola.


Questa era l'idea del centrotavola concluso.
Il centrotavola, sono 3 uova di polistirolo ricoperte di cordoncino tinta glicine con sotto una ghirlandina di fiorellini rosa
le foto non sono un granchè perchè sempre son fatte con il cellulare
Il posto, ho preparato il fiore di loto con il tovagliolo, ci ho appoggiato il menu arrotolato, chiuso con un filo di rafia verde ed un rametto di erica finto.
Una domenica, un pranzo con gli amici.
Il menu:
ANTIPASTI
  • Olive in crosta di Nadia
  • Fagottini di prosciutto e formaggio

  • Sfogliette di speck e renette

  • Sfogliette di grana e semi di papavero

  • Stuzzichini dolci e salati

PRIMI

  • Rotolo di pasta ripieno di zucca

  • Crespelle di radicchio trevigiano

SECONDI

  • Arrotolato di vitello

  • Polpettone di tacchino e vitello con cavolo cinese

CONTORNI

  • Carciofi della mamma

  • Radicchio trevigiano con aceto balsamico

  • Patate al forno

    DOLCI
  • Cheese-cake al limone

  • Fantasie di bicchierini

  • Biscottini misti

    PANE
  • Pane no knead
  • Pane integrale con patate

sabato 23 febbraio 2008

INVOLTINI DI CAVOLO CINESE



Ho voluto sperimentare questa ricetta anche se non amo i fritti.
Ho usato farina di riso...infatti gli involtini sono un po' anemici.
E ne ho fatti pochini, il resto del ripieno lo abbiamo mangiato così nature.

INVOLTINI DI CAVOLO CINESE CI
un cavolo cinese
riso fine Baroe Brand g 180-io ho sostituito con 3 cereali
12 bastoncini di fontina g 60
farina -io ho usato quella di riso
2 uova
pangrattato
burro
sale
pepe
Lessate il riso in abbondante acqua salata. Sfogliate il cavolo cinese, sbollentate 12 foglie larghe e uguali, pesate g 200 di quelle rimaste, riducetele a listerelle e saltatele in padella, a fuoco vivo, in una noce di burro spumeggiante; unite quindi il riso lesso, fatelo insaporire, salate, pepate e togliete dal fuoco. Appiattite con il batticarne le grosse nervature delle 12 foglie scottate, distribuitevi sopra il misto con il riso ed i bastoncini di fontina, quindi piegatele formando gli involtini. Passateli nella farina, nelle uova battute, nel pangrattato e friggeteli nel burro spumeggiante.
Molto molto saporiti, ve li consiglio.

venerdì 22 febbraio 2008

SCORFANO ALLE VERDURE



SCORFANO ALLE VERDURE

da una ricetta della cucina italiana
Ingredienti: (dose per 4 persone)
uno scorfano, circa kg 1,200 - pomodori g 350 - falde di peperone rosso e giallo, in tutto g 450 - cipolla g 200 - aglio - maggiorana fresca - aceto - olio d'oliva - sale - pepe


Conto calorie: kcal 226 (KJ 946) a porzione
Eviscerate lo scorfano aprendolo con un taglio dalle branchie alla cavità anale. Lavatelo, asciugatelo, tamponandolo delicatamente con un doppio foglio di carta bianca da cucina; salatelo e pepatelo, spruzzatelo con qualche cucchiaiata d'aceto e tenetelo da parte. Ponete ad appassire uno spicchio d'aglio intero in 3 cucchiaiate d'olio, unite la cipolla tritata e i peperoni a tocchetti. Fate cuocere per circa 10' a fuoco moderato quindi aggiungete il pesce e i pomodori che, nel frattempo, avrete sbollentati, pelati, svuotati dei semi e ridotti in dadolata. Proseguite la cottura a fuoco moderatissimo per 20' circa, quindi aggiustate di sale e di pepe e completate con una manciata di foglioline di maggiorana. A cottura ultimata, scartate lo spicchio d'aglio e servite subito lo scorfano con tutto il suo saporito intingolo di verdure.



Io l'ho fatto con filetti di scorfano già preparati che avevo surgelato.

RISOTTO CON LIMONE E SCORFANO


RISOTTO CON LIMONE E SCORFANO++MICHELA++

Ingredienti per 2
mezza cipolla
1 filetto di scorfano -anche surgelato-
mezzo limone
prezzemolo
mezzo bicchiere di vino bianco secco
riso -io come unità di misura uso una tazzina da caffè ed uso 1 tazzina a persona + 1 per la pentola- io uso vialone nano
brodo vegetale -acqua qb 1 cipolla 1 costa di sedano 1 carota 1 patata e sale qb portato ad ebollizione su fuoco basso per circa 1 oretta-

Preparazione
In poco olio extravergine di oliva, rosolare la cipolla tritata, portandola a cottura eventualmente con acqua, unire il riso, far tostare, unire vino, var evaporare, unire il brodo poco alla volta, a metà cottura unire il pesce a dadini e portare a cottura.
A fine cottura unire il succo di mezzo limone ed una bella spolverata di prezzemolo fresco tritato.

NOTA:
Questo risotto è ottimo anche solo con limone, nel qual caso si può aggiungere dopo aver tostato il riso la scorza grattugiata di un limone non trattato ed a fine cottura sempre il succo di limone ed il prezzemolo.


martedì 19 febbraio 2008

SFORMATINI DI TOPINAMBUR



SFORMATINI DI TOPINAMBUR ++MICHELA++
800 g di topinambur
250 gr ricotta
2 uova
2 cucchiai di maggiorana tritata
2 cucchiai di grana grattugiato
sale, pepe
Sbucciate i topinambur e immergeteli in acqua acidulata con il succo del limone. Lessateli in acqua bollente salata, passateli al passaverdura e lasciate raffreddare il purè ottenuto. Quando è freddo, incorporatevi le uova, la maggiorana e il grana grattugiato; regolate di sale, insaporite con il pepe e mescolate con cura. Imburrate e spolverate di grana 4 stampini da forno monoporzione e distribuitevi il composto. Infornate a 180° per 20 minuti circa.
Le ho servite con crespelle farcite con formaggio e prosciutto
CRESPELLE IMPASTO BASE
250 gr latte
125 gr farina bianca
2 uova
sale, pepe
burro
1 cucchiaino di olio extra vergine di oliva
ne vengono circa 10-12 in padellino cm 18 di diam
Miscelare molto bene le uova sale latte farina.
Stemperare prima la farina nel latte e battere a parte le uova sale e pepe, unire i due composto miscelare bene, io unisco anche un filo di olio, circa un cucchiaino..
Far riposare almeno 15' prima di friggere le crespelle nel burro.


lunedì 18 febbraio 2008

RISO TACCHINO ED ANANAS



RISO TACCHINO ED ANANAS ++MICHELA++
1 porro
1 bistecca di tacchino tagliata a dadini
1 fetta di ananas -o piu' a piacere-
olio extravergine di oliva
formaggio grana
curry
pepe
brodo vegetale -1 cipolla, sedano, carota, patata, sale grosso, acqua-
Preparo il brodo vegetale, portando a bollore l'acqua con la cipolla, il sedano, la carota e la patata e lasciando sobbollire a fuoco basso per circa 1 oretta, salo.
A parte metto in un filo di olio, il porro tagliato finemente, il tacchino e faccio rosolare bene, poi aggiungo il riso-io uso vialone nano 1 pugnetto a persona + 1 per la pentola- faccio tostare, sfumo con mezzo bicchiere di vino bianco, faccio evaporare e porto a cottura aggiungendo poco alla volta il brodo con il mestolo.
A metà cottura unisco i dadini di ananas.
Porto a cottura il riso.
A fuoco spento manteco con grana ed insaporisco con curry e pepe nero macinato.

PANE


una ricetta inventata da me...e ben riuscita molto morbido questo pane, raccatta farine...
PANE ALLE 3 FARINE E YOGURT DI MICHELA
200 gr lievito madre già rinfrescato -80 gr lm dal vaso, 80 gr farina, 40 gr acqua-
50 gr kamut
150 gr farina di farro
150 gr farina di mais fioretto
150 gr farina manitoba
80 gr yogurt
1 giro di olio
1 cucchiaino e mezzo di sale
1 cucchiaino di malto d'orzo
300 ml acqua ca tiepida
Lascio il lievito madre coperto da tutta la farina sull'impastatrice per tutta la notte.
Al mattino impasto unendo acqua sale malto ed olio.
Faccio lievitare.
Al raddoppio -più o meno dopo pranzo- sulla spianatoia tiro leggermente con le mani il pane che è molliccio e lo ripiego su se stesso come si fa per il no knead bread.
Metto a lievitare.
Cuocio prima a 220° per 10' poi abbasso il forno a 180° per altri 20' con una ciotolina di acqua sul fondo del forno.

venerdì 15 febbraio 2008

POLPETTE DI NASELLO E VERDURINE CROCCANTI


Sono partita da una ricetta della cucina italiana e poi ho aggiunto tolto modificato, in pratica è venuta fuori una cosa simile.
Allora ho usato
600 gr filetti di nasello
1 uovo
pangrattato circa 100 gr
maggiorana
sale pepe
cannella in polvere
Ho passato al mixer il pesce crudo con uovo sale pepe e maggiorana, per compattare in polpette ho unito il pangrattato con mestolo di legno, circa 100 gr poco piu' poco meno.
Ho fritto in olio extravergine di oliva.
Servito con finocchio tagliato a fette non troppo sottili, a mano, e dadini di zucca il tutto fritto a parte in poco olio extravergine di oliva, salato
E' venuto fuori un piatto niente male.

I CARCIOFI DELLA MAMMA


Versione farcita:

CARCIOFI RIPIENI DI MAMMA
Prendo carciofi taglio gambi, elimino foglie esterne, spellare il gambo togliendo la parte dura.
Tagliare finemente i gambi con prezzemolo pangrattato grana aglio sale pepe.
Riempire i carciofi aprendo le bratte, farcisco con 1 cuk di trito.
Mettere un giro di olio, un po' di burro -una nocetta- ed acqua a metà.
Cuocere coperti a fuoco bassissimo finchè l'acqua si è consumata, aggiungendo eventualmente un po' di vino o aceto-mezzo bicchiere-

Versione non farcita:
Rimane uguale la cotturacn olio acqua ed aceto, con uno spicchio di aglio.
Come in foto.
Per me sono buonissimi.

PASTA CON ZUCCA E NASELLO

La prima volta che ho assaggiato questa pasta ero scettica.
Zucca e nasello???
Ho un po' storto il naso.
Dopo averla assaggiata è diventata una delle mie preferite!!!
Allora, sempre dosi ad occhio.
Faccio rosolare in poco olio pochissimo mezza cipolla, mentre rosola taglio la zucca a dadini e poi la unisco alla cipolla la faccio andare un po' e poi copro con acqua, e faccio andare a fuoco basso anche 30'-40', aggiungendo acqua se serve, poi unisco 1 filetto di nasello, pulito e disliscato-anche surgelato fatto scongelare in frigo- e finisco cottura, sale pepe ed un pizzico di maggiorana.
Quando la pasta è pronta la scolo, l'unisco al sugo e passo brevemente in padella.
Vi assicuro che è buonissima.

PIZZA CON LM MARIA PIA TRUBIANI


Ringrazio Maria Pia per avermi concesso la pubblicazione della sua ricetta.

PIZZA MARIA PIA TRUBIANI
Prendere dal lievito madre conservato in frigorifero 150g, impastare con 150g di farina 0 e 75g di acqua tiepida. Mettere il panetto in una ciotola , coprire con un tovagliolo umido e lasciare in forno spento per tutta la notte.
Domenica mattina impastare tutto il panetto che è lievitato con pari peso di farina 0 e metà di acqua tiepida. Formare una palla , mettere in una ciotola ,coprire con un tovagliolo e riporre nel forno spento .
Dopo pranzo mettere nell'impastatrice tutto l'impasto precedente, una grossa patata lessa e schiacciata , 3 cucchiai di olio exv, 400g di acqua tiepida, 2 cucchiaini di sale, 700g di farina Manitoba. Lavorare per oltre 10 minuti. L'impasto della pizza rimane morbido.
Quindi fare 5 palline e distanziarle . Coprire con telo di cotone inumidito e una copertina di lana. Far lievitare fino alle 18,30. Allargare le pizze, metterle sulle teglie e coprirle con pomodoro.
Alle 19,30 accendere il forno al massimo,funzione ventilato, quando ha raggiunto la temperatura infornare le prime 2 pizze, far cuocere per 10 minuti, poi scambiarle di posto e aspettare qualche minuto. Togliere una pizza e mettere l'origano , la mozzarella a dadini e altri eventuali ingredienti Tenere in forno per altri 4-5 minuti Procedere alla cottura delle altre pizze. Questo impasto è sufficiente per 5 pizze circolari con diametro di 32 cm


Note Michela:
io ho fatto metà dose ed ho messo in una teglia grande.
E' venuta una pizza molto morbida ed alta.
Ho steso dopo pranzo anzichè dividere in palline come dice la ricetta per ottenere la pizza tipo al taglio.

giovedì 14 febbraio 2008

PASTA CON CREMA DI TONNO E YOGURT


Direttamente dalla mia fantasia..e dalla mia fretta.
Capitano dei giorni in cui non si ha tempo nemmeno per fare il sugo.
Oggi è uno di quelli.
PASTA CON CREMA DI TONNO E YOGURT
Ingredienti per 2:
-80 gr di tonno sott'olio sgocciolato
-1 cucchiaio di yogurt magro
-sale e pepe qb a piacere
-maggiorana a piacere
-1 acciuga sott'olio ben lavata ed asciugata
-1 manciatona molto abbondante di grana
Una rapida frullata con minipimer ed il sugo è pronto.
Eventuamente aggiungere un po' di acqua di cottura della pasta o un filo di olio extravergine di oliva crudo.





mercoledì 13 febbraio 2008

CREMA DI SEDANO RAPA




CREMA DI SEDANO RAPA

Per le dosi anche qui ad occhio:
Innanzitutto preparo il solito brodo vegetale.
Acqua
1 cipolla
1 costa di sedano
1 carota
1 patata
Porto a bollore ed aggiungo sale qb
A parte in un velo di olio metto 1 cipolla tagliata a velo faccio soffriggere mentre preparo il sedano rapa a tocchetti e copro con il brodo pronto-lo lascio bollire almeno 45 min a fuoco basso prima di usarlo- e cuocio a fuoco basso per circa 1 oretta.
Aggiusto di sale e pepe se serve -in genere no perchè il sedano rapa è già piccantino di suo- e frullo con minipimer.
Servo in piatti con crostini.
Qui è semplice pan carrè, fatto da me, con spolverata di paprika piccante messo al mo per 3'.


martedì 12 febbraio 2008

PASTA CON BROCCOLI E POMODORI



Ho preparato un buon sugo di pomodoro.
Ho soffritto mezza cipolla, una costina di sedano ed 1 carotina piccola a brunoise in un velo di acqua-io sfumo con acqua se serve- poi quando sono ben appassite, aggiungo i pomodori -meglio freschi spellati- e faccio andare piano per 10' circa, sale, pepe.
A parte ho lessato i broccoli in abbondante acqua salata per 10' circa, poi ho aggiunto la pasta-qui ho messo conchiglie cottura 10', poi scolare bene, e ripassare in padella con sugo di pomodoro.
Servire con abbondante grana.

sabato 9 febbraio 2008

GNOCCHI DI ZUCCA E RICOTTA




GNOCCHI DI ZUCCA E RICOTTA
Ingredienti:
di solito vado ad occhio, questa volta ho pesato gli ingredienti, anche se la dose della farina è da intendersi come indicativa, perchè dipende dalla zucca, se è piu' o meno acquosa, io in genere preferisco la zucca chioggiotta, anche perchè trovo piu' facilmente questa.
1,6 kg zucca di chioggia
200-250 gr farina 00
1 uovo intero
250 gr ricotta magra
un bel pizzicone di sale
un bel pizzicone di pepe
una spolverata di noce moscata.
Prima di tutto passo al microonde a massima velocità la zucca tagliata a fette privata dei semi, fino a quando si ammorbidisce, anche questo dipende dalla zucca e dalla potenza del mo, in genere 10-15' circa.
Poi la passo al passaverdura in una ciotola, la mescolo a tutti gli altri ingredienti, mescolando con il cuk di legno.
A parte scaldo abbondante acqua, la salo.
Poi con 2 cucchiaini verso l'impasto formando delle piccole palline, e ne cuocio, circa 10-12 alla volta, quando vengono a galla, li scolo e li metto in una pirofila.
A parte preparo burro, salvia porto sul fuoco, quando il burro è sciolto, sale -o dado vegetale senza glutammato, ed abbondante grana.
Oppure si puoò fare anche un sughetto di funghi e panna, o alla bava, sono comunque buoni.
Se son fatti giusti, con poca farina, vengono morbidi e leggeri, se si eccede nella farina diventano duri ed io li trovo indigesti.


venerdì 8 febbraio 2008

CREMA DI SPEZZATI





CREMA DI SPEZZATI

Per le dosi qui io vado ad occhio, diciamo che per 4 persone, utilizzo metà confezione di spezzati secchi.
Li metto in ammollo tutta la notte in acqua.
Il giorno dopo preparo un brodo vegetale con abbondante acqua, sale grosso qb, 1 cipolla, 1 costa di sedano, 1 carota ed 1 patata.
A parte in un velo di olio metto mezza cipolla e faccio andare per qualche minuto, poi unisco gli spezzati scolati dell'acqua di ammollo e sciacquati e li copro per almeno 3 dita con brodo bollente, e faccio andare a fuoco basso per almeno 1 oretta.
Poi aggiusto di sale, eventualmente aggiungo peperoncino tritato, e passo al minipimer.
Servo con crostini.


PASTA RADICCHIO TARDIVO E ZUCCA




PASTA RADICCHIO TARDIVO E ZUCCA




Quando devo cucinare la zucca procedo così, prima la passo a fette in mo al massimo per 5-6', poi la taglio a dadini e la metto in pentola con un filo di olio mezza cipolla, la copro con acqua e la porto a crema, quando è quasi a crema, aggiungo il radicchio trevigiano tardivo tagliato a listerelle, lo faccio cuocere per 5' circa, fino a che appassisce, sale, pepe.
Poi una frullata veloce con minipimer ed 1 cuk di panna light.
Utilizzo per condire la pasta con abbondante grana.


CALZONE AL RADICCHIO


l'immagine non è un granchè ma era veramente gustoso.
CALZONE AL RADICCHIO
Avendo una bella cassetta di radicchio...la uso a 360°.
Allora ho preparato una pasta per la pizza morbida, io ho la mia dose fissa ormai:
500 gr farina manitoba o mista, integrale e manitoba o kamut e manitoba o farro e manitoba in percentuale variabile
1 cucchiaino abbondante di sale
1 cucchiaino raso di malto di orzo
1 giro di olio
350 ml circa di acqua tiepida-io vado ad occhio- fino ad avere una pasta non appiccicosa ma non soda.
1 pizzico di lievito di birra secco
Impasto tutto, lascio lievitare, di solito la preparo al mattino, a pranzo la stendo e lascio lievitare fino a sera....quando la farcisco.
Per la farcia ho lasciato appassire in un filo di olio mezza cipolla tagliata a velo, mezza carotina tagliata a brunoise, e quando è appassito-eventualmente aggiungo acqua calda in cottura- unisco il radicchio trevigiano tardivo tagliato a listerelle come per l'insalata, faccio appassire, sale pepe, poi frullo il tutto con 1 cuk di panna light.
Ho messo sulla pasta lievitata -alla prima lievitazione, prosciutto cotto-avrei preferito il crudo ma non lo avevo, e fettine di asiago fresco.
Chiuso con aiuto di carta forno perchè era molto morbido impasto, fatto lievitare ed infine cotta a 200° per circa 15'.
Molto gustoso e buono.

mercoledì 6 febbraio 2008

FRITTATA DI RADICCHIO AL FORNO



FRITTATA DI RADICCHIO TARDIVO AL FORNO


400 gr radicchio
150 gr formaggio tipo asiago fresco
30 gr latte
8 uova
mezza cipolla
1 piccola carota
grana grattugiato
olio evo sale pepe
Affettate il radicchio e rosolatelo in padella in un filo di olio con cipolla, e carota, salate pepate.
Spegnete e far intiepidire.
In una ciotola sbattete le uova con il latte 25 gr grana, unite il radicchio, salate, pepate.
Oliate uno stampo quadrato cm 20 x lato, spolverare di pangrattato versatevi il composto e completate adagiando in superficie il formaggio tagliato a tocchi.
Infornate a 180° per 30' circa.
SFornate, sformate è ottima calda e fredda

PANE DI KAMUT E MAIS


volevo fare un omino e decorarlo con i sottaceti, olive, peperoni...ma mi sono accorta troppo tardi che li avevo finiti....così manca la decorazione finale..



PANE DI FARRO E MAIS
150 gr farina di farro
150 gr di farina di mais macinata fine
350 gr di farina 0 (DA SOSTITUIRE CON FARINA DI KAMUT)
390 ml acqua
1 bustina di lievito secco LIDL o 1 panetto fresco
1 Cucchiaio di olio
2 cucchiaino di sale
1 e 1/2 cucchiaini di zucchero

Fare rinvenire il lievito con zucchero e una parte dell'acqua. Aggiungere le farine e l'olio, e alla fine il sale. Impastare bene (nella planetaria per 10 min..)
Fare lievitare per qualche ora (io aspetto che colmi la ciotola del kenwood) Scaldare benissimo il forno a 225°, formare 2 pani e inciderli con 3 tagli trasversali , non troppo superficiali.ù
Prima di infornare io accarezzo delicatamente il pane con le mani bagnate e pongo una ciotola con acqua calda in forno per mantenere l'umidità.
Tempi di cottura: finchè non si è sollevato e ha cominciato a colorirsi lo lascio a 225°, poi abbasso la temperatura a 180°-190° e controllo la cottura battendo con le nocche sulla base del pane. Deve risuonare vuoto...se si può dire così!
Vincenza Maccarrone

domenica 3 febbraio 2008

PASTA SALSICCIA RADICCHIO



IL RADICCHIO TARDIVO

Se è fresco appena colto come questo, è dolce e croccante.
Ci ho preparato una pasta rosolando a parte in poco olio in padella antiaderente la salsiccia sbriciolata e spellata.
In un'altra padella in un filo di olio rosolare mezza cipolla e mezza carota a brunoise, poi unire il radicchio, tagliato come per l'insalata, a listarelle, portare a cottura, salare e pepare.
A fine cottura passare con il minipimer con 1 cuk di panna.
Poi saltarvi la pasta scolata, la salsiccia e servire con abbondante grana.

venerdì 1 febbraio 2008

PANE INTEGRALE DI PATATE



Mi dispiace per le foto sono scurette..ma devo arrangiarmi con il telefonino


PANE INTEGRALE DI PATATE ANDREINA FORUM TINA
150 gr. di farina 00
150 gr. di farina integrale
150 gr. di farina manitoba
1 bustina di lievito di birra liofilizzato (7 gr.)
1 patata lessa e schiacciata (grande)
1 cucchiaio di miele
250 gr. di acqua
un giro d'olio evo
2 cucchiaini di sale
Ho impastato tutto.

Fatto lievitare al raddoppio, in ciotola.

Scaldato il forno al massimo, poi abbassato a 220° e cotto per circa 40'.

PEPE & PEPERONCINO   © 2008. Template Recipes by Emporium Digital

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